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Ospitalità
Accorhotels sfida
AirBnB con JO&JOE
La sfida di AccorHotels ad AirBnB è partita con JO&JOE punta ad aprire entro il 2020 50 strutture
il nuovo brand JO&JOE, grazie al quale la in diverse città del mondo, tra cui le francesi Parigi
catena francese vuole rivoluzionare il futuro e Bordeaux (nel 2018), Varsavia, Budapest, Rio o
della ricettività, ma anche della ristorazione e del- San Paolo, tutte in aree urbane centrali e movi-
l’interazione sociale. mentate, ben servite dai mezzi di trasporto pub-
JO&JOE è infatti uno spazio living dal design ri- blico e a meno di 15 minuti dai principali centri di
voluzionario risultato della collaborazione con lo attrazione delle città stesse.
studio di design britannico Penson, che ha inven- “La creazione di questo nuovo brand illustra ma-
tato una sorta di casa aperta e innovativa che ac- gnificamente la volontà di profonda trasformazione
coglie sia coloro che vivono in quella località, messa in atto da AccorHotels – I nostri team hanno
definiti townster, sia chi si trova in città per visi- dato prova di grande abilità, ascoltando e osser-
tarla, chiamati tripster. Un concept ovviamente stu- vando da vicino questi potenziali clienti, prima di
diato per le nuove generazioni, i millennials in trasformare le loro aspettative in un nuovo concetto
particolare, dove il team JO&JOE, i townster e itrip- di ospitalità; il tutto in soli nove mesi – una vera e
ster collaborano per contribuire a mantenere la propria impresa nel nostro settore. JO&JOE va ben
struttura attiva e vivace, anche grazie anche all’app oltre il concetto di ricettività alberghiera; questo
geo-social sviluppata espressamente per il brand brand è stato concepito come un amplificatore di
dal Marketing Innovation Lab insieme all’istituto esperienze, grazie soprattutto al suo design non
di gestione manageriale Webschool Factory. convenzionale, a un ecosistema digitale innovativo
Anche i servizi di ristorazione si basano sull’ana- e a ciò che è in grado di offrire in materia di risto-
lisi delle preferenze dei millennials, con piatti lo- razione” ha commentato Sébastien Bazin, Chair-
cali a prezzi convenienti. La cucina condivisa poi man e Chief Executive Officer della catena.
offre agli ospiti la possibilità di cucinare loro stessi,
mentre Happy House è l’area privata dove i trip-
ster possono rilassarsi, lavorare, cucinare o farsi il
bucato, proprio come a casa.
Infine ecco Together,una zona notte condivisa ma
composta da spazi modulari che salvaguardano la
privacy. Il soggiorno è possibile anche in stanze pri-
vate e appartamenti da 2 a 5 persone con Yours,
mentre OOO! (Out Of the Ordinary) offre una si-
stemazione originale adatta per chi viaggia da solo
o in gruppo. Insomma una struttura che fonde l’af-
fitto di casa privata, l’ostello e l’hotel.
La catena francese
rivoluziona
il futuro della
ricettività con
un concept
studiato per le
nuove generazioni
Il Giornale del Turismo/settembre-ottobre 2016 55

